Quando si tratta di etichette per stampa termica, esistono due tipi principali: etichette a trasferimento termico ed etichette termiche dirette. Ma come fai a sapere quale è il migliore per le tue esigenze aziendali?
Le etichette a trasferimento termico richiedono un nastro durante il processo di stampa. Il nastro funge da barriera tra la testina di stampa e l'etichetta, trasferendo il materiale fuso dal nastro sulla superficie dell'etichetta. Ciò si traduce in immagini più scure e più resistenti ai graffi. Tuttavia, i nastri devono essere sostituiti regolarmente.

Le etichette autoadesive termiche dirette utilizzano carta sensibile al calore che scurisce al contatto con la testina di stampa. Non sono necessari nastri, il che rende il processo più semplice con una riduzione dei materiali di consumo. Tuttavia, poiché le etichette contengono materiali per la stampa termica, hanno una durata inferiore, pari a 6-8 mesi, e sono più soggette a graffi.

Altre differenze chiave includono: tempo di conservazione (il trasferimento termico dura 2 anni), compatibilità della stampante (la termica diretta funziona con molti tipi di stampanti) e qualità dell'immagine (il trasferimento termico produce risultati più nitidi).
Test adeguati possono anche identificare il tipo di etichetta, ad esempio osservando se il materiale fuma o diventa nero quando riscaldato. Oppure graffiare: la carta termica si graffia mentre il trasferimento termico no.
Hai un progetto di etichettatura che richiede elevata durabilità o esigenze di archiviazione? Il trasferimento termico potrebbe essere la tua scelta. Se la semplicità e la mobilità sono priorità, la termica diretta potrebbe adattarsi bene.







